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Teatro per Ragazzi -Rassegna domenicale- seconda parte

Via Del Castellano 2
Perugia
Teatro Figura Umbro Tieffeu
Perugia (PG)
Tel 2018-01-14
Categoria Eventi


14 gennaio ore 17.30 Ortoteatro Presenta L’UCCELLINO, LA GALLINELLA E IL CANE tre storie per crescere spettacolo con attrice e burattini Di e con Federica Guerra Pupazzi: Federica Guerra Musiche: Fabio Mazza Baracca e scenografie: Paolo Pezzutti Regia: Fabio Scaramucci Nelle tre storie che compongono lo spettacolo si parla della bellezza e della difficoltà di crescere e diventare grandi; si parla dell’importanza della generosità e dell’amicizia, della collaborazione e dell’aiuto reciproco. La prima storia ha come protagonista un cane piccolo piccolo di nome Martino, capitato, chissà come, in un paese senza cani. Martino non sa né abbaiare né fare nessun altro verso. Lui sarebbe tranquillo se gli altri non lo prendessero in giro per questo. Si sente smarrito e parte alla ricerca di qualcuno che gli insegni ad abbaiare.

Ci prova il gallo, incontra la volpe astuta, chiede aiuto al cuculo, evita il cacciatore, finché dopo molte avventure, buffe e tenere, troverà chi saprà, con pazienza e amore, insegnargli ad abbaiare. Martino conquista la propria autonomia e identità attraverso un percorso di fiducia che diventa entusiasmante se fatto con “i giusti maestri”, con coloro che sanno toccare le giuste corde. Dal racconto di Gianni Rodari “Il cane che non sapeva abbaiare” – della raccolta “Tante storie per giocare”. Il secondo episodio è la rappresentazione di un racconto popolare inglese, ripreso da numerosi autori e diffuso in moltissime tradizioni orali: “LA GALLINELLA E IL CHICCO DI GRANO”. La Gallinella Rossa ha dei chicchi di grano che decide di seminare. Chiede aiuto ai suoi amici, la Papera, il Gatto, il Maiale, ma tutti rifiutano perché impegnati a giocare. E la stessa cosa avviene per la mietitura, per fare la farina, per impastare il pane… Quando, però, si tratta di mangiare e di dividere il pane Papera, Gatto e Maiale si presentano puntuali, allora la Gallinella Rossa darà loro una lezione. Conclude lo spettacolo “TICO CHE NON PUÒ VOLARE”, elaborazione del racconto illustrato di Leo Lionni “Tico dalle ali d’oro”, si parla di un uccellino, Tico, appunto, che nasce, non si sa perché, senza ali. Questa grande differenza non gli impedisce di avere molti amici uccellini. Un giorno Tico riceve dall’Uccello dei Desideri delle ali d’oro e con quelle può, finalmente, girare il mondo. Impara ad essere generoso e comincia a regalare le piume dorate a chi ne ha bisogno, ai molti poveri che incontra per strada. L’altruismo di Tico viene premiato: per ciascuna ala d’oro regalata a Tico spunta un’ala nera. Per bambini da 3 a 8 anni e pubblico misto. 21 gennaio ore 17.30 Il Teatro dei Colori presenta IL PIFFERAIO MAGICO Fiaba musicale in 5 quadri per flauto e colori Regia –Drammaturgia VALENTINA CIACCIA Animatori in scena: ANDREA PALLADINO, ROBERTO SANTAVICCA, VALENTINA FRANCIOSI, ANDREA TUFO Voce narrante: GABRIELE CIACCIA Musiche Originali: PAOLO TOTTI Tecnica: MARIO SERCHIA Ideazione Scenografica: VALENTINA CIACCIA, GABRIELE CIACCIA, ROBERTO SANTAVICCA Organizzazione: GABRIELLA MONTUORI Un viaggio narrato tra le immagini nella città dei suoni Liberamente tratta dal celebre racconto dei Fratelli Grimm, una nuova antica storia che il Teatro dei Colori racconta in una scena che si compone e scompone come un grande giocattolo. Un’opera d’arte visiva in movimento, elaborata a partire dalla tecnica del teatro nero, con immagini che rievocano l’Arte Cinetica e l’iconografia del cinema Espressionista tedesco, la Partitura Visiva dello spettacolo si arricchisce di parola e mimo, sulla Partitura Musicale per Flauto composta dal Maestro Paolo Totti. Uno spettacolo dal ritmo serrato, dove il racconto scandisce, in una sequenza di quadri, il movimento delle immagini e dei corpi degli animatori in scena, con una recitazione secca, leggera, dal forte impatto poetico, che segue e rimane volutamente un passo indietro alla ricchezza esuberante delle note. La musica si fa personaggio in una coloratissima figura danzante, una marionetta Futurista, un mobile Fool, che porterà la gioia del colore, e del caos della vita e dell’arte, a trionfare sulle stringenti leggi di una città in bianco e nero. Personaggi che rubano i propri volti al Cubismo, piccole e strane macchine mobili che ci fanno pensare al Dadaismo e all’Arte Cinetica, prospettive impossibili come in un quadro di Escher, danzano per gli occhi degli spettatori, in un flusso continuo governato dalla Partitura Musicale. E poi strade e lanterne e palazzi, come in un fotogramma a contrasto, fatto di linee spezzate e ritmi visivi, come in un racconto notturno, dove l’impossibile è sempre dietro l’angolo, in una città da fantascienza che fa il paio con l’antro della montagna, luoghi della paura, ma anche del coraggio, del fascino del fantastico, della scoperta della forza dell’arte, del sogno, del gioco. Il racconto subisce una svolta inaspettata, e, proprio a causa di questa nuova lettura, devia volutamente dall’originale, perché a pensarci bene, il vero protagonista di questa storia forse non è un magico pifferaio, ma l’immaginazione libera ed irrefrenabile dei bambini. Si può sognare un lieto fine? Ma forse c’è sempre un lieto fine. Dai 5 anni 28 gennaio ore 17.30 La Mansarda presenta I TRE PORCELLINI Spettacolo con attori e maschere Drammaturgia: Roberta Sandias Musiche originali: M. Azzurro, G. Grillo Regia: Collettivo la Mansarda Scene: Riccardo del Prete Costumi: Chiccaral Con: Gaetano Franzese,Valentina Elia, Nuvoletta Lucarelli, Gabriele Formato. La trasposizione teatrale de “I tre porcellini” è tratta da una classica fiaba della tradizione orale inglese, la cui prima versione scritta risale al 1843, quando lo scrittore O.J.Helliwell la inserì nella sua raccolta di racconti “Nursery Rhymes and tales”. La fortuna della fiaba è nota, tuttavia la sua stesura originaria è andata modificandosi nel corso del tempo, fino a giungere alla celeberrima versione del cortometraggio di Walt Disney, dove le parti più crude della vicenda sono state eliminate. Nella fiaba originale, infatti, i primi due porcellini vengono divorati dal lupo che ha distrutto le loro case, ed il lupo stesso non ha una sorte migliore: calatosi nella casa di mattoni del terzo porcellino attraverso la canna fumariadel caminetto, finisce in un pentolone d’acqua bollente, viene lessato ed infine mangiato dal maialetto. Nella nostra messa in scena abbiamo privilegiato il lieto fine. L’aspetto fiabesco dello spettacolo è accentuato dal linguaggio in versi, proprio della favola, gradevole ed accattivante, infantile come una filastrocca e ricercato come una poesia. Infine, come in ogni fiaba che si rispetti, è chiara la morale ed è leggibile la metafora: dal distacco dalla mamma alla costruzione delle tre casette, fino all’ultimo gesto di sfidare il lupo e di sconfiggerlo, si evince la conquista dell’indipendenza, il passaggio dall’infanzia (casa di paglia), all’adolescenza (casadi legno) fino all’età adulta (casa di mattoni), nonché la vittoria dell’astuzia sulla forza bruta e l’invitostimolante all’operosità, senz’altro più proficua della pigrizia. Vincitore del premio “Miglior testo per l’infanzia” G. Bardesono San Giorgio Canavese (TO) anno 1997 4 febbraio ore 17.30 Giallomare Minimal Teatro presenta C’ERA DUE VOLTE Spettacolo d’attore e immagini autore e regia Renzo Boldrini con Renzo Boldrini animazioni digitali Ines Cattabriga e Lucia Paolini sound designer Roberto Bonfanti Lo spettacolo è un collage di rivisitazioni di storie per ragazzi scritte da importanti autori stranieri ed italiani, Fratelli Grimm, Andersen, Emma Perodi. “La bella addormentata”, “ll brutto anatroccolo” e “La calza della Befana” sono le fiabe da cui sono liberamente tratti i tre atti che compongono lo spettacolo. Tecnica centrale della rappresentazione è la narrazione arricchita dall’uso di scenografie digitali con le quali interagisce l’attore protagonista. Una sorta di cantastorie elettronico che per evocare luoghi e personaggi delle favolose vicende, si arricchisce anche dell’uso di suoni e immagini dal vivo e di piccoli artifici scenici ispirati alla clownerie ed al teatro di figura 18 febbraio ore 17.30 Teatro Bertold Brecht presenta HANSEL E GRETEL La favola del saper mangiare di Marco Renzi regia di Maurizio Stammati con Dilva Foddai, Valentina Ferraiuolo, Salvatore Caggiari scenografie Carlo De Meo musiche originali Domenico De Luca e Valentina Ferraiuolo costumi Mirumi Handmade e Adelaide Alligalli luci Antonio Palmiero una produzione Teatro Bertolt Brecht, Formia - Ipab SS. Annunziata - Fondazione Alzaia - Teatri Riuniti del Golfo Il riadattamento della nota storia di “Hansel e Gretel” parte da un provino, dalla ricerca di un testimonial del “saper mangiare”. Un meccanismo automatizzato di rilevazione della noia sarà giudice imparziale; in molti falliscono fino a quando non si presenterà una stramba compagnia di teatro che, un po' per interesse e un po' per necessità, prova a vincere la selezione. Lo spoglio arredamento della sala si trasformerà ed inizieranno a raccontare la favola costretti ad abbuffarsi da una strega cattiva desiderosa di divorarli. Nato su precisa richiesta di raccontare ai ragazzi l’importanza del “saper mangiar” con la volontà di evitare di essere noiosi e saccenti, il testo vanta la drammaturgia di Marco Renzi, esperto di linguaggi teatrali, attore, regista ed organizzatore del più importante festival di teatro per l’infanzia e l’adolescenza in Italia: “I Teatri del mondo” di Porto Sant’Elpidio. La messa in scena è a cura del Teatro Bertolt Brecht per la regia di Maurizio Stammati. Lo spettacolo, allegro e divertente, porta a prendere consapevolezza dell’importanza della ricerca di un approccio giusto e senza retorica ad un tema importante ed attuale come quello dell’alimentazione, riesce ad interessare i bambini ed i ragazzi alla necessità di dover scegliere bene cosa mangiare e abbandonare le cattive abitudini alimentari, di cui soprattutto l’infanzia e l’adolescenza sono preda e vittima. Età consigliata: da 6 a 10 anni 25 febbraio ore 17.30 Compagnia degli Sbuffi presenta ARRAMPICARSI AL CIELO. . OVVERO: JACK E IL FAGIOLO MAGICO Testo e regia Aldo de Martino Con : Domenico Santo e Nello Provenzano Scene e figure Violetta Ercolano Collaborazione alla Scena e Costumi Francesco Arrais Musiche Crescenzo Vitiello Luci Libero de Martino Fonica Vincenzo Apuzzo Siamo nei depositi dei Grandi Magazzini la prima notte del primo lavoro di Andrea, giovane Custode In Prova che, per ammazzare la noia e vincere il sonno, si racconta la storia di Jack ed Fagiolo Magico. Nel gioco entra presto Alex, un clochard che ha scelto proprio i depositi dei Grandi Magazzini come albergo notturno. Tra l’incontro, scontro tra i due si dipana la storia incredibile del ragazzino che salì al cielo riscendendone pieno di cose meravigliose e magiche. La credenza popolare immaginava il mondo popolato da fate buone e cattive che proteggevano o minacciavano gli uomini. Attraverso le fiabe veniamo a conoscenza del mondo contadino con le sue abitudini e le sue relazioni interpersonali. Lo spettacolo affronta la capacità, propria dell’Uomo di immaginare e tendere verso l’alto, di coltivare l’immaginazione e la capacità di sognare. 4 marzo ore 17.30 Marionette degli Accettella presenta RICCIOLI D’ORO Idea e progetto di Danilo Conti messa in scena di Danilo Conti e Antonella Piroli Con Alessandro Accettella, Danilo Conti e Viviana Mancini Luci Roberto De Leon Si tratta di una tra le più popolari fiabe anglosassoni. In questa messa in scena, per attore e marionetta, l’ambiente è uno studio di un vecchio astronomo che, riordinando vecchie carte e oggetti utili al suo lavoro, con una grande cartina del cielo stellato alle sue spalle, cerca di spiegare ai bambini le costellazioni dell’Orsa Maggiore e Minore, quando compare una bimba con lunghi riccioli d’oro che le ricadono sulle spalle. E’ a lei che il vecchio astronomo comincia a raccontare una storia … di cui lei stessa sarà protagonista. Una bambina, che tutti chiamavano Riccioli D’oro, entra nella casa di tre orsi, babbo orso, mamma orsa, e piccolo orsetto, che sono assenti per una passeggiata … trova la tavola imbandita con tre zuppe, intorno vi sono tre sedie, al piano superiore tre letti; nonostante si sia introdotta nella casa di soppiatto e ne sfrutti le occasionali comodità e possibilità, la bimba riesce a scegliere la cosa migliore per lei: né troppo caldo, né troppo freddo, né troppo grande, né troppo piccolo, né troppo duro, né troppo morbido, la scelta più equilibrata. Il problema è che Riccioli D’ Oro ha rotto una tazza, una sedia e si è addormentata nel letto di Orsetto. Al ritorno degli orsi, dopo un primo momento di sorpresa e irritazione, Babbo e Mamma Orsi apprezzeranno l’imprudenza e la vivacità infantile di Riccioli D’ Oro lasciando nascere un’amicizia con piccolo Orsetto. Il racconto si rende attuale soprattutto nello sviluppo dei contenuti: il tema dell’integrazione sociale tra individui provenienti da culture e stili di vita diversi e la capacità di saper discernere e quindi operare delle scelte. Età consigliata: 4-8 anni 11 marzo ore 17.30 Teatro Verde presenta IL GATTO CON GLI STIVALI Spettacolo di teatro d’attore, pupazzi e oggetti di Roberto Marafante regia Emanuela La Torre con: Giovanni Bussi e Andrea Calabretta audio e luci: Enrico Biciocchi musiche originali: Marco Schiavoni scenografia, costumi e burattini: Paolo Marabotto realizzazione: Paola Tosti, Amedeo De Amicis, Sofia Colli Può un semplice gatto, con l’astuzia ed un paio di stivali diventare ricco e famoso? può un semplice gatto, con il coraggio e un paio di stivali, sconfiggere un potente orco? Può un semplice gatto, con la fantasia e il solito paio di stivali, fare innamorare una principessa di un povero mugnaio? Certo, che può. Ma l’astuzia, il coraggio, la fantasia (e il paio di stivali) nulla possono senza l’aiuto dei bambini del pubblico. Il Gatto con gli Stivali è la favola delle apparenze. Una favola in cui si denuncia, sorridendo, l’ipocrisia dei rapporti umani. Una favola che ci dice che è vero solo ciò che sembra… come a teatro, ma che alla fine la verità vien sempre a galla… come a teatro. E allora la sfida è quella di raccontare una favola classica senza cambiare una virgola, ma stupendovi – e stupendoci – con una messa in scena piena di sorprese. Due facchini impegnati in un improbabile trasloco, durante la pausa pranzo, si lasciano prendere dal racconto della celebre favola costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti. Ogni scatola che si apre contiene un mondo colorato e sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di musica e canzoni, di risate e avventure, in un ritmo crescente ed entusiasmante. Per poi, alla fine della favola, ritornare due semplici facchini, stupiti e increduli di quanto hanno creato, tra scatole, pacchi e scatolette. età consigliata: 3-10 anni 18 marzo ore 17.30 Fondazione Sipario Toscana Onlus la città del teatro presenta CANTASTORIE viaggio di un bambino di Martina Benedetti Con Livia Castellana E Martina Benedetti Regia Francesco Tammacco CANTASTORIE è un viaggio a cavallo tra fantasia e tradizione. Un viaggio che si dipana tra filastrocche, indovinelli, rime e fiabe attraverso le vicende dei due protagonisti: Arlecchino, artista di strada sempre affamato che, nel segno della Commedia dell’Arte, è pronto a raccontare storie vecchie e nuove ai bambini di ogni città; e Ariella, fata dell’Innocenza, che seppur smemorata e maldestra spera di diventarne la provetta assistente. Una storia di poesia e amicizia, di grande suggestione evocativa, pensata per i bambini più piccoli. Età consigliata : dai 3 ai 7 anni 25 marzo ore 17.30 Tieffeu- Microteatro Terra Marique Presenta UN SOLDATINO DI STAGNO Spettacolo di attori e figure Ispirato a Il tenace soldatino di stagno di H. C. Andersen Scritto da Laura Liotti e Claudio Massimo Paternò Figure animate e scenografia di Mario Mirabassi Regia di Laura Liotti e Claudio Massimo Paternò “C’erano una volta 25 soldatini di stagno chiusi in una scatola di latta. La prima cosa che udirono in questo mondo appena fu tolto il coperchio della loro scatola fu «Che belli. Dei soldatini di stagno. ».` Così ha inizio un viaggio nella fantasia di ogni bambino in compagnia di giocattoli animati: il Soldatino di stagno, la Ballerina di carta tenace quanto lui e il crudele Troll della tabacchiera. Al centro di un tavolo pieno di giochi sboccia l’amore tra il soldatino e la ballerina: due anime silenziose, entrambe in piedi su una gamba sola. Fragili e instabili i due protagonisti sono al centro del mistero dell’amore, tra la vita (che spinge il soldatino ad affrontare con coraggio ogni avversità e la ballerina di carta pronta ad aspettarlo nel suo elegante castello) e la morte (il brutto Troll della tabacchiera, certo invidioso della bellezza dell’amore tra i due protagonisti). Una fiaba delicata che tra musica e silenzi mette al centro il coraggio, la perseveranza e la tenacia... e che importa se poi i due protagonisti finiranno in una stufa, il loro amore brucia più del fuoco; lì si uniranno per sempre in un unico cuore di stagno con un lustrino annerito incastonato. Lo spettacolo nasce con l’intento di avvicinare il pubblico di piccolissimi al mondo del teatro utilizzando poche parole, molta musica e la magia delle figure animate.




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