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Guerrin Meschino-Compagnia Marionettistica F.lli Napoli

Data: 18/02/2018
via Consolare Pompea 477- Villa Pace
Messina
Accademia Filarmonica di Messina
Messina (ME)
Categoria Eventi


DOMENICA 18 FEBBRAIO ore 18 Palacultura Antonello "GUERRIN MESCHINO" Spettacolo interattivo con pupi siciliani e trio a plettro Compagnia Marionettistica F.lli NAPOLI – TRIO GIOVIALE Fiorenzo Napoli direttore artistico, parraturi e coautore del testo, Agnese Torrisi parratrici Giuseppe Napoli capo manianti e scenografo Davide Napoli parraturi Dario Napoli direttore di scena Marco Napoli manianti Alessandro Napoli manianti e coautore del testo Salvatore Costa assistente di scena Giacomo Anastasi luci e fonica Giuseppe Grillo mandolino Puccio Castrogiovanni mandola Marco Corbino chitarra INGRESSO PER I NON ABBONATI BIGLIETTO INTERO 15€ BIGLIETTO RIDOTTO 10€ (GIOVANI SINO A 30 ANNI BIGLIETTO STUDENTI 5€ (SINO A 18 ANNI) Biglietti acquistabili anche con CARTA DEL DOCENTE e 18APP http://www.accademiafilarmonicadimessina.it/abbonamenti-e-biglietti Programma Musicale G.

Gioviale – Costumi siciliani G. Gioviale – Viale fiorito G. Gioviale – Tutti in festa G. Gioviale – Ritornando da Vienna G. Gioviale – L'ultimo amore G. Gioviale – Serate primaverili G. Gioviale – Balliamo l'ultima Mazurka GUERRIN MESCHINO opera letteraria, a metà strada fra la favola e il romanzo cavalleresco, scritta intorno al 1410 dal trovatore italiano Andrea da Barberino, racconta la vicenda del “figlio della sventura” impegnato nella ricerca dei propri genitori. Guerrino, nato da Milone, re di Durazzo e dalla moglie Fenisia, a causa di una guerra contro gli infedeli, quando è ancora bambino, viene affidato dai genitori alla balia, affinché lo porti in salvo. Viene però rapito dai pirati e venduto ad un mercante greco e da questi ulteriormente ceduto all'Imperatore di Costantinopoli come compagno per il figlioletto Alessandro. A Costantinopoli Guerrino diviene amico di Alessandro tanto da convincerlo ad affrancarlo e a tenerlo a corte come "amico". A corte Guerrino si innamora della sorella di Alessandro, Elisena, ma non esprime mai il suo sentimento in considerazione del fatto che non sa di chi egli sia figlio: per questo motivo inizia a farsi chiamare il Meschino. L'imperatore decide un giorno di indire un torneo per maritare la figlia Elisena, torneo a cui possono partecipare soltanto i cavalieri, e Guerrino decide di partecipare in maniera anonima, aiutato da Alessandro che gli dona le vesti e le armi. Meschino vince la giostra in Costantinopoli ma, disprezzato dalla principessa Elisena,lascia Costantinopoli e parte alla ricerca dei suoi genitori. Agli Alberi del Sole e della Luna, Meschino interroga l’oracolo e viene a conoscenza del suo vero nome. Nell’incanto della fata Sibilla, Meschino vede l’immagine dei suoi genitori, resiste alle seduzioni della maga e riprende il suo cammino. Dopo molte avventure, nella prigione di Durazzo, commovente e gioiosa riconoscenza di Guerrino coi genitori Milone e Finisia. I viaggi di Guerrino in Oriente, in Occidente e nell’Oltremondo, oltre che esperienza vissuta, sono anche itinerario iniziatico in uno spazio mitico-leggendario sentito come espressione allegorica dell’avventura interiore alla ricerca di sé. La storia del Meschino era rappresentata dai pupari catanesi sulla base degli antichi canovacci dell’ Opra, Fiorenzo e Alessandro Napoli hanno riscritto il testo per questo evento spettacolare che ripropone le duttili capacità interpretative dei pupari. Non possono inoltre mancare gli artifici scenotecnici tipici dell’Opra e la riflessione critica dell’uomo comune sui problemi dell’esistenza quotidiana, mediata come sempre dall’arguta comicità di Peppininu, la maschera dialettale dei pupi catanesi, fedelissimo compagno dei protagonisti nelle loro avventure. A far da colonna sonora delle gesta del nostro eroe le musiche del compositore siciliano Giovanni Gioviale. Nato a Catania nel 1895, Giovanni Gioviale cominciò all’età di 10 anni la sua avventura musicale, nel retrobottega di una sala da barba di via Plebiscito. Poi lo studio del violino al Regio Convitto di via Crociferi e il conseguimento del diploma che gli consentì di occupare il ruolo di primo violino al Teatro Massimo Bellini. Ma era il mandolino lo strumento che più lo affascinava. Intorno al 1923, giovane musicista, ebbe modo di farsi apprezzare da Pietro Mascagni venuto a Catania per dirigere una propria opera. Gioviale scrisse moltissime opere per mandolino, quasi tutte polke, valzer e mazurche incise per le migliori case discografiche. Tra queste oggi ascolteremo le più note: "Viale fiorito"; "Ritornando da Vienna"; "Balliamo l'ultima mazurca"; "Serate primaverili"; "L'ultimo amore". Il M° Arturo Toscanini lo volle nella sua orchestra alla “Scala” di Milano. Negli Stati Uniti soggiornò dal 1926 al 1929 dove suonò per gli emigrati. Poi le Tournèe in Spagna, Inghilterra e Libia. Chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo racconta che "suonava come un angelo". Al mandolino, Gioviale era capace di sbalordire con le sue strabilianti esecuzioni pieni di virtuosismi, con le sue geniali interpretazioni in grado di raggiungere ritmi addirittura frenetici. Chi lo definì il "Paganini del mandolino", ben comprese la grandezza del personaggio. Col suo complesso a plettro girò buona parte dell’Italia. “La tecnica prodigiosa, l’orecchio perfetto e la versatilità delle esecuzioni furono i tre elementi essenziali che ne determinarono il successo".




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