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Getulio Alviani: Anthropometry

Data: 20/06/2019
Venice
Venezia (VE)
Categoria Arte e Cultura


Getulio Alviani Anthropometry Aperta al pubblico dal 9 Maggio al 30 Giugnodalle 10 alle 18 – solo su appuntamentoda richiedere tramite mail con oggetto"PRENOTAZIONE VISITA MOSTRA"all'indirizzo [email protected] una preferenza di data e ora. Palazzo BarbaroSan Marco, 2840 - Venezia “l’amore mio è il futuro” A un anno dalla scomparsa di Getulio Alviani, artista poliedrico che amava definirsi ideatore plastico e apostolo del movimento dell’arte cinetica e della Op-Art, la Fondazione a lui intitolata promuove una mostra e una performance per celebrarlo, in concomitanza con la 58esima esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia. Anthropometry avrà luogo a Palazzo Barbaro sul Canal Grande dal 9 al 30 maggio 2019 e propone un’esperienza tra arte, moda, gioielli, musica e performance teatrale, coinvolgendo diversi artisti. Diora Fraglica Alviani, presidente della Fondazione Getulio Alviani, spiega: “Abbiamo pensato a una proposta interdisciplinare che metta al centro la concezione di Alviani. L’antropometria per l’artista si trasforma con il movimento di chi la indossa, in un organismo produttore di immagini in continuo divenire”.

La mostra è una celebrazione di Getulio Alviani e dei suoi amici e colleghi Yaacov Agam, Josef Albers, Hans Arp, Max Bill, Alexander Calder, Enrico Castellani, Tony Costa, Lucio Fontana, Yves Klein, Piero Manzoni, Enzo Mari, Almir Mavignier, François Morellet, Man Ray e Paolo Scheggi, che partecipano con le loro opere in “un atto unico del tempo”. Vittorio Sgarbi illustrerà le influenze fra arte, moda, design e suono, in un fluire continuo di creazioni, Lígia Cortez, attrice brasiliana già diretta da Bob Wilson in “A dama do mar”, si esibirà sulle note di Pietro Grossi nella pièce “Atto unico del tempo”, testo di Getulio Alviani. L’interprete brasiliana, che ha consolidate e acclamate esperienze come art performer, indosserà gli abiti e i gioielli ideati da Getulio Alviani e presenterà quelli inediti realizzati da Diora Fraglica Alviani  e Andrea Altitonante, evidenziando la versatilità nel loro cangiante mutare.  Olen Cesari, compositore eclettico e virtuoso tra i più celebri al mondo, suonerà con il suo violino smaterializzato “Anthropometry”. GLI ABITI L’abito Cerchio + Quadrato per l’ inaugurazione sarà interpretato durante la piece da Ligia Cortez ed  è nato dalla collaborazione con la stilista Germana Marucelli che ha realizzato l’abito quadrato in tessuto di lana nero e da Getulio Alviani che ha realizzato l’opera il Cerchio, in alluminio.Dal parallelismo tra la stilista Marucelli è l’artista Alviani sono nati una serie di tessuti e abiti innovativi, inedite forme plastiche, dove il movimento di chi li indossa genera nuove forme in continuo divenire, inaugurarono così una nuova stagione nella moda: l’optical.
Gli abiti denominati “Cerchio+Quadrato=Volume” e “Positivo-Negativo”, sono stati esposti dal MoMa al Guggenheim di New York (1991) e diversi altri musei del mondo, più recentemente, a Palazzo della Regina con la mostra curata da Germano Celant, “Small Utopia” (2012) e sono entrati a far parte della storia dell’arte, restando un punto di riferimento importante nel panorama della moda internazionale. Gli altri abiti in mostra sono stati disegnati da Getulio Alviani e Diora Fraglica, che li ha realizzati in collaborazione con Andrea Altitonante e saranno esposti in occasione dell’inaugurazione della mostra Anthropometry, allestiti assieme ai gioielli ideati sempre da Getulio Alviani “Cerchi Virtuali” e “Mono-orecchino” concavo - convesso nati dal concetto visivo ottico cinetico, come sculture indossabili. Diora Fraglica Alviani con la guida artistica e tecnica di Andrea Altitonante, direttore creativo nell’area accessori che ha messo la sua esperienza maturata in aziende come Valentino, Yves Saint Laurent, Louis Vuitton, Marc Jacobs e Bottega Veneta al servizio della Fondazione attuano con la loro contemporanea dualità il lavoro del Maestro dell’arte cinetica.
Il punto di partenza di questa collaborazione è la ricerca di materiali e tecnologie all’avanguardia, in grado di esprimere oggi nella moda la poetica del movimento artistico e della vestibilità senza tempo del Maestro. I nuovi manofatti realizzati attraverso le nuove combinazioni cromo-lineari, caratterizzano il disegno modulare e generano un mutamento delle immagini in costante divenire per chi li indossa. La performance di Lígia Cortez, attrice, regista di teatro, educatore d'arte e ricercatrice, darà nuova vita agli abiti nati dalla collaborazione tra Getulio Alviani e Germana Marucelli e presenterà al pubblico quelli nati oggi da Diora Fraglica Alviani e Andrea Altitonante. I gioielli sono stati affidati alle mani esperte dei più grandi maestri orafi ancora in attività. “Ricordo quando mi venne l’idea di fare un abito composto da un drappo quadrato nero di tessuto di lana che avvolgeva la figura e veniva fermato sul seno da un grande disco d’alluminio. Erano quelli anni di idee realizzabili, concrete, fisiche, non cervellotiche, dove la qualità, la portabilità e la fenomenologia percettiva avevano grandissima importanza ed era su questi progetti che focalizzavo i miei interessi.
Ciò che desideravo era poter dare quanto mi sembrava più giusto: vivacità o ieraticità a un corpo, immobilità o movimento, sensualità o distacco, attraverso un disegno, un colore, con la padronanza dei mezzi, delle tecniche e una buona conoscenza dei materiali. Cose ancora valide oggi ma lontanissime, perché forse troppo sottili.Allora la presentazione di un abito non era apparenza ma emanazione di un pensiero, di un concetto. Oggi, se venissi chiamato a disegnare tessuti e abiti, o ripeterei quelli già fatti dandogli la data di allora, o progetterei nel modo più avanzato, come si faceva allora, cercando di vedere il futuro in termini logici. Anche la moda, come tutto quello che si fa e si produce, dovrebbe essere sempre il risultato dell’unione tra la massima conoscenza dello “stato delle cose” e l’idea più avanzata, evoluta progressiva. Queste componenti rendono giusti gli oggetti, facendoli divenire il documento della contemporaneità positiva”. Getulio Alviani, 1965. Anthropometry è stata ideata e realizzata da Diora Fraglica Alviani per la Fondazione Getulio Alviani, in collaborazione con Carolina Piccolomini Lantieri ed Elizabeth Royer-Grimblat.
INFORMAZIONI/LINK UTILI Getulio Alviani: https://getulioalviani.com/it/,Vittorio Sgarbi: https://www.vittoriosgarbi.it,Lígia Cortez: http://montenegrotalents.com.br/talentos/ligia-cortez/,Olen Cesari: http://www.olencesari.com,Palazzo Barbaro: http://www.palazzobarbaro.com




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