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Concita De Gregorio a Milano - Chi sono io?

Via Ugo Foscolo, 3
Milano
Feltrinelli, Piazza Duomo
Milano (MI)
Tel 2017-12-13
Categoria Arte e Cultura


Mercoledì 13 dicembre, alle ore 18.30, Concita De Gregorio sarà alla Feltrinelli di Milano (Galleria Vittorio Emanuele II, Via Ugo Foscolo, 1/3) per presentare Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione. Insieme all’autrice interverrà Guia Besana, una delle cinque fotografe protagoniste del libro. In Chi sono io? l’autrice ha compiuto una lunga ricognizione nel territorio della fotografia femminile interrogando, e interrogandosi, sul senso e il valore di un gesto: quello dell’autorappresentazione. Una ricerca che nasce dall’osservazione attenta d’immagini e fotografie realizzate, nel tempo, soprattutto da donne fotografe: “Ho cercato molti autoritratti, per molto tempo. Quelli che ho trovato sono quasi tutti femminili. Le donne fotografe si ritraggono sempre, quasi sempre.

Gli uomini fotografi molto meno. È curioso. I fotografi non hanno bisogno di cercare la loro anima? Come mai voltano così di rado la macchina fotografica verso se stessi? Perché il lavoro sull’identità – chi sono io – è in fotografia un lavoro soprattutto femminile?”. Del resto, fin dalla sua nascita la fotografia ha offerto uno specchio davanti al quale misurare e definire la propria identità, quasi un terzo occhio capace di scavare a fondo nell’animo umano. In Chi sono io?, un’intima e intensa galleria fotografica, da Francesca Woodman a Cindy Sherman, da Wanda Wulz a Dora Maar fino alle fotografe più contemporanee, presenta le voci e gli sguardi di chi, attraverso la propria immagine, cerca di indagare, quale sia il proprio posto nel mondo. “Nel cammino di studio, ricerca, selezione della fantastica galleria di autoritratti femminili, dalla fine dell’Ottocento alle giovani artiste che pubblicano oggi i loro lavori sui blog, mi sono fermata a parlare concinque fotografe, a lungo. A tutte – Guia Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci – ho chiesto delle loro fotografie; hanno risposto raccontandomi la loro storia: la famiglia, la madre, l’infanzia, la solitudine e la paura, il corpo, il sesso, i figli. Il tempo, l’ossessione del tempo: assenza, presenza. Pieno e vuoto. Cercarsi, mancarsi. Incontrare, incontrarsi. L’autoritratto è la medicina al male di vivere. Il consenso è accidentale, irrilevante. Questo lavoro è iniziato così”. Durante la presentazione, proprio come nel libro, si seguirà un percorso di lettura insolito e sorprendente, capace di innescare un dialogo virtuale tra epoche e culture differenti e di toccare tematiche portanti e universali come quelle dell’identità e della reputazione.




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