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Collettivo Cantiere - Laboratorio Permanente

via Monteripido,2
Perugia
Biblioteca San Matteo degli Armeni
Perugia (PG)
Tel 2017-11-18
Categoria Arte e Cultura


Collettivo Cantiere è un gruppo di studio indipendente per appassionati di teatro, votato alla ricerca scenica e all'indagine sul testo. Il gruppo è aperto alla conoscenza di nuovi soggetti e continuerà la sua ricerca presso la Biblioteca di San Matteo degli Armeni ogni sabato dalle 11:00 alle 15:00. "Un laboratorio\ cantiere è una piattaforma di sviluppo di potenziale umano e creativo. Dobbiamo esigere, da noi stessi, un livello di efficacia che solo una certa quota di efferatezza può garantirci. Non è probabile che saremo in grado di capitalizzare uno standard. Saremo certamente in grado di indossarlo. Ma non avremo godimento da una prolungata quiete. Certamente la qualità del tempo è importante. C’è un tempo della quiete che è qualitativo. Ma c’è da chiedersi se la quiete sia lo stato climatico più idoneo per far germogliare questi semi.

Non bisogna confondere la quiete (uno stato di appagamento che riverbera nell’idea di un suo prolungamento indeterminato) con la cura. La cura c’entra sempre con la buona disposizione verso qualche persona, qualche oggetto o un insieme di queste due. Anche con la buona disposizione dei corpi, delle parole e dei concetti. Noi - in effetti - ci preoccuperemo soprattutto di questo. Identifichiamo il teatro come disciplina possibile. Quindi come mezzo per un fine altro : non una singola buona disposizione o una singola buona composizione ma come momento della costruzione prolungata di valore e disvelamento\inveramento del potenziale umano. Non c’è dispiacere per un esercizio ben svolto o un lavoro pulito, bensì per il potenziale che rimane celato da un processo approssimativo. C’è dispiacere per ogni processo che rimane difficile da sintetizzare. C’è dispiacere per ogni sintesi frettolosa, per ogni potenziale decapitato per faciloneria, cecità, fretta o violenza. Identifichiamo il teatro anche come luogo possibile. Lavoriamo in un luogo per volta e il luogo stesso ci determina, un luogo possibile. Possibilità significa rilevare e mettere a sistema un insieme di sguardi effettivi. Il principio esoterico – nel senso strettamente etimologico – del nostro lavoro è a sua volta il frutto di una possibilità (un luogo limitato che ospita un numero limitato di soteros) e non la sua ratio fondamentale o la sua condizione necessaria. In virtù di questo accordo preventivo, il teatro come mezzo, facciamo in modo di non sfiduciare preventivamente nessuna forma espressiva. Prima fra tutte non sfiduciamo la parola. Raccontare è una facoltà specifica degli esseri umani e alla radice di ogni tentativo di rappresentazione. La parola è un veicolo privilegiato, conoscibile benché equivocabile, precisa benché interpretabile, diretta benché allegorica. In qualità di interpreti lavoriamo con i simboli. Dalla qualità dei nostri segni e dalla condivisione di una semiotica dipende l’esito del nostro incontro. I nostri giochi non hanno un fine visibile ad oggi ma desiderano disegnare uno scenario possibile domani. Lavorare con la precisa idea che il mondo fuori di noi esiste come interlocutore insieme disponibile e resistente."




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