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Aliano '35 | Liberamente tratto da Cristo si è fermato a Eboli

Via Camilla, 44
Rome
Teatro Furio Camillo
Roma (RM)
Tel 2018-02-23
Categoria Arte e Cultura


una drammaturgia originale di Francesco Petti liberamente tratta da “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi con Emilio Barone | Alessandra Chieli | Francesco Petti musiche a cura di Michela Coppola scene Domenico Latronico regia Francesco Petti “In questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, Cristo non è disceso. Cristo si è fermato a Eboli”. C.L. Ci troviamo nello studio romano di Carlo Levi, tra cavalletti e quadri, fogli e pennelli. Siamo all’antivigilia di Natale del 1974, giorno in cui Levi entrerà in coma per poi morire il 4 gennaio. È in questo limbo tra la vita e la morte che allo scrittore appaiono i vari personaggi da lui incontrati ad Aliano quarant’anni prima.

Come fantasmi del passato, essi appaiono, scompaiono, dialogano con Levi e gli fanno tornare alla memoria episodi e situazioni del suo anno da confinato, il ’35. Lo rimproverano di essersene andato, di non essere tornato. E così, loro che sono ormai morti, ne sono venuti a reclamare la presenza, sono venuti a chiamarlo, per farlo restare con loro, stavolta per sempre. “Cristo si è fermato a Eboli” è un libro fondamentale della letteratura italiana del Novecento. Scritto nel ’44 e uscito nel ’45, si distingue dai testi a lui contemporanei per l’ambientazione meridionale, lontana, quasi esotica. È la storia autobiografica di Carlo Levi, confinato per motivi politici nel profondo sud. Intellettuale, artista, medico, Levi si ritrova isolato in una terra fuori dal tempo, distante da tutto ciò che egli, cittadino e settentrionale, ha conosciuto e frequentato. Quel che ne nasce è il confronto tra due civiltà che, guardandosi con curiosità e umanità, riescono a dialogare e a interagire, fino a creare un rapporto di stima e affetto reciproci. L’atteggiamento di Levi non è dunque quello di chi si ritiene portatore di una cultura superiore, ma quello di un osservatore comprensivo, lucido, obiettivo. La testimonianza di Levi è molto attuale, in un mondo in cui le civiltà preferiscono confliggere invece che dialogare, e ognuna di loro si ritiene portatrice di una superiorità culturale che necessariamente si traduce in violenza o, bene che vada, in un’ostile indifferenza verso il diverso. Teatro Furio Camillo via Camilla 44 – Roma Biglietti: intero 13€ – Ridotto 10€ Tessera Associativa: 2€ Info e Prenotazioni: 0697616026 – [email protected]




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