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Aldo Morto - D. Timpano | Evento speciale 40° sequestro Moro

Via Monteverdi 117
La Spezia
Centro Culturale Dialma Ruggiero
La Spezia (SP)
Tel 2018-03-17
Categoria Arte e Cultura


Fuori Luogo dedica un evento speciale per il 40° ANNIVERSARIO del SEQUESTRO MORO (avvenuto il 16 marzo del 1978) ospitando uno degli spettacoli più premiati e più importanti degli ultimi anni: ALDO MORTO_ TRAGEDIA di Daniele Timpano (compagnia Timpano/Frosini). Sabato 17 marzo ore 21.15 Dialma Ruggiero Aldo Morto_tragedia Frosini/Timpano Vincitore del premio Rete Critica 2012 Candidato al Premio Ubu come “Migliore novità italiana” Vincitore del premio Nico Garrone 2013 per il progetto “ALDO MORTO 54” drammaturgia, regia, interpretazione Daniele Timpano collaborazione artistica Elvira Frosini aiuto regia, aiuto drammaturgia Alessandra Di Lernia oggetti di scena Francesco Givone disegno luci Dario Aggioli e Marco Fumarola editing audio Marzio Venuti Mazzi Produzione Gli Scarti - Kataklisma In collaborazione con Cité internationales des Arts - Résidence d'artistes Desolato, io non c'ero quando è morto Moro.

Aldo è morto senza il mio conforto. Era il 9maggio 1978. Non avevo ancora quattro anni. Quando Moro è morto, non me ne sono accorto.Ma dov'ero io quel 9 maggio? E cosa facevo? A che pensavo? E soprattutto a voi che ve neimporta? È una cosa importante cosa facevo e che pensavo io a tre anni e mezzo? Aldo è morto,poveraccio. Aldo Moro, lo statista. Che un certo Moro fosse morto l'ho scoperto allatelevisione una decina di anni dopo, grazie a un film con Volontè. Un film con Aldo morto. Ciho messo un po' a capire fosse tratto da una storia vera. Oh, mio Dio. Hanno ammazzatoMoro? E quando? Perché? E come? Lo hanno trovato nel bagagliaio di Renault 4 rossa, undicicolpi sparati a bruciapelo addosso. Oh, mio Dio. Hanno ammazzato Moro. Brutti bastardi. Evabbè, pazienza. Niente di importante. Cose che capitavano negli anni '70. Bisognava fare larivoluzione. Chi? Brigate rosse. Era il 9 maggio del 1978. Non avevo ancora quattro anni.Brigate rosse, sì. Ma rosse in che senso? Un attore nato negli anni '70, che di quegli anni non ha alcun ricordo o memoria personale,partendo dalla vicenda del tragico sequestro di Aldo Moro, trauma epocale che ha segnato lastoria della Repubblica italiana, si confronta con l'impatto che questo evento ha avutonell'immaginario collettivo. In scena, assieme al suo corpo e a pochi oggetti, solo la volontà diaffondare fino al collo in una materia spinosa e delicata senza alcuna retorica o pietismo. CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE tel 375- 5714205 mail: [email protected] o direttamente dal sito www.fuoriluogoteatro.it BIGLIETTI Studenti scuole superiori: 5€ - Under 30: 10€ - Intero: 15€ La riflessione offerta da Daniele Timpano è intelligente e sfuggente, è documentata eppure condotta con il cuore e la rabbia di chi quei dati di realtà li ha subiti, di chi vorrebbe essere immesso in una mezza verità e invece a oltre trent'anni di distanza il caso Moro non è ancora risolto. Insomma Aldo Morto è un bel modo di guardare con disincanto, rabbia e voglia di non soccombere a un Paese mai cresciuto e che si illude di potersi rialzare grazie ai supereroi, grazie ai suoi santi laici, grazie ai martiri, vittime di un sistema impantanato, in cui siamo tutti un po' Zombi. Nicola Arrigoni – Sipario Lo spettacolo gode dunque di una ricerca particolarmente appuntita e di una purezza d’intento, la struttura caotica misura proprio la credibilità di quanto diamo per scontato al proposito della materia in questione; non è forse giusto estrapolare un momento cardine in un lavoro così, ma la presenza della famosa Renault 4 rossa telecomandata e il monologo di Renato Curcio sono grandi punti di forza; Simone Nebbia - Teatro e Critica la qualità più spiazzante di Aldomorto è l'intrepida vocazione dell'autore-interprete a incarnare i nostri cattivi pensieri: e qui di cattivi pensieri ne ha su tutto e su tutti, sui responsabili degli agguati ma anche sui loro bersagli, su Montanelli e Biagi, sullo Stato che «fa schifo ed è tuttora da abbattere». Dice cose disdicevoli che molti, però, prima o poi hanno condiviso, anche se forse nessuno oserebbe più ammetterlo. Ma resta sul filo di un'acre ambiguità, per cui non sai mai se parli per bocca del personaggio o di Daniele Timpano. Renato Palazzi, «Il Sole 24ore» il modo di condurre ogni elemento dello spettacolo ora è meno episodico, meno frammentario, e tutto il complesso apparato drammaturgico che lo contraddistingue, composto ancora una volta da dati oggettivi spesso messi in discussione, ricordi personali e sapiente gioco del dentro e del fuori l'attore e i personaggi che interpreta (il figlio di Moro, il reporter, Adriana Faranda, Renato Curcio-Mazinga) si è perfettamente amalgamato, e consente all'interprete di cogliere tutte le sfaccettature del tema trattato, restituendocene tutti i significati in chiave attuale. E sempre tra profondità e leggerezza, come quando Timpano dialoga teneramente con una piccola Renault 4 rossa (ricostruzione di quella dove fu trovato il corpo di Moro) telecomandata dal fedele Dario Aggioli, che ha anche curato il piano luci dello spettacolo. Mario Bianchi, «Krapp's Last post» Continua con “Aldo morto” la splendida galleria di cadaveri eccellenti della storia italiana a cura di Daniele Timpano, un attore-scrittore romano dalla presenza dinoccolata, apparentemente ingenua, capace di affondi acuti nelle rimozioni e infamie nazionali con spettacoli che mettono in moto passioni e idee. Massimo Marino, «Corriere di Bologna» FUORI LUOGO un progetto di Scarti, Casarsa Teatro, Balletto Civile con il sostegno di Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore) e Comune della Spezia




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